lunedì 30 dicembre 2013 | By: Bianca Rita Cataldi

Di tutti i Capodanni.



Di tutti i Capodanni questo sarà quello del dovevo uscire ma alla fine non esco più, del festeggerò coi parenti per l'ennesima volta e chissà perché l'ho comprato, quel vestitino carino di velluto e tulle, ché tanto non lo userò mai. Ho dislocato i miei amici negli anni (o si sono dislocati da soli?) e ognuno di loro appartiene ad una comitiva diversa e poi ci sono io che non appartengo a nessuno e mia madre che teme per la mia solitudine ma sapete una cosa? Me ne frego. Sono sola? Tanti auguri and happy new year. E se la mia migliore uscita è accompagnare mia madre in farmacia no grazie, preferisco mettermi il pigiama alle cinque del pomeriggio e rivedere la prima stagione di Gossip girl. 

Sto leggendo L'amore in un giorno di pioggia e non ci sto capendo niente neanche fosse L'urlo e il furore ma non è geniale, è soltanto di un confusionario inutile e non ho tempo da perdere con queste cose. Lo mollo e lo riprenderò in un altro momento. E poi una lettrice ti contatta e ti scrive che Il fiume scorre in te non l'ha fatta dormire e che davvero dovresti scrivere un seguito. Lo stesso giorno, apri il tuo account di Amazon Kdp e scopri che il romanzo in questione ha venduto molte più copie di quelle che credevi avresti venduto. E allora fanculo se non esco a Capodanno, ci sono cose più importanti a cui pensare. Pazienza per il vestitino di velluto e tulle, per i tacchi, per la passeggiata alla farmacia, per Gossip girl. Pazienza per tutto, indossiamo un nuovo giorno, un nuovo capitolo di storia contemporanea e letteratura umanistica e andiamo avanti. Pazienza.

Sto preparando i calendari di Waiting Room da scaricare in pdf giusto così, per fare qualcosa. Domani pubblicherò un post con il random delle mie foto più o meno orrende di quest'anno, tanto per ricordare il ricordabile ché si sa, quest'anno è stato uno schifo dal primo all'ultimo giorno (fatta eccezione per alcuni eventi/cose/persone). Buona pre-vigilia a tutti voi e non fate come me, non mettetevi il pigiama alle cinque del pomeriggio.

Siri Tollerod per Vogue Italia




venerdì 27 dicembre 2013 | By: Bianca Rita Cataldi

Sehnsucht, Deborah Turbeville and something else

Sta finendo dicembre ed io conto le ore, conto i minuti che mi condurranno al termine di questo anno così terribilmente sfigato. C'è qualcosa di vagamente mistico, negli anni storti che iniziano storti e finiscono storti. Ad ogni modo, una life coach (che espressione ridicola, "life coach", con tutto il rispetto) di cui non ricordo il nome ripeteva sempre che, alla fine di ogni giornata, bisognerebbe appuntarsi tre cose accadute nel giorno appena conclusosi che sono state davvero meritevoli di essere vissute. Certo, in ogni giorno di merda c'è uno spiraglio di luce. Credo. E sì, quest'anno è stato davvero terribile eppure qualcosa di buono l'ha portato. Il mio secondo romanzo, per esempio, giunto alla ristampa dopo pochi mesi. La potatura di alcuni rami secchi del mio albero relazionale. L'incontro con una ragazza straordinaria già amica di penna, la scrittrice Elisabetta Ossimoro. Le presentazioni del mio libro a Torino . La mia collaborazione con Leggere a Colori. La scoperta di The Teenage Head e tutte quelle ore trascorse leggendo Rookie. L'abbonamento scontatissimo a Vogue. Lui. E tutto questo non può che colmare la mia personale Capsula della Felicità del Mondo, almeno in parte, e bilanciare la Capsula dell'Infelicità. Arriverà il duemilaquattordici e chissà cosa porterà: non m'importa e non voglio saperlo. Ho nostalgia di ciò che avverrà, di già, chissà perché (Sehnsucht, la chiamavano i Romantici).

Deborah Turbeville, Vogue Italia 1982




Sto scrivendo un nuovo libro senza scriverlo. Come si fa? Si fa che si pensa allo scheletro di un plot, si individuano i punti chiave, si prende un quaderno qualunque, di quelli con i gatti in copertina, e si appunta tutto ciò che passa per la mente e per gli occhi e per le mani: il testo di una canzone di Marina & The Diamonds, una citazione di Jonathan Lethem e lo struggente finale delle Vergini suicide di Eugenides. Si disegna. Si colora. Si incollano post-it. E alla fine, rileggendo quel quaderno così simile ad una pinterestiana Inspirational Board, verrà la scrittura. Metaletteratura come genesi della letteratura. Cosa mi sono fumata, vi chiederete. Lucky Strike da 15 grammi blu, cartine Smoking doppie, filtri OCB. Il solito.

Deborah Turbeville, Vogue Italia aprile 1997


Questa mattina mi sono data allo shopping post-natalizio (quello pre- mi snerva e poi, chissà perché, in quelle situazioni lì mi viene sempre un terribile mal di testa da sinusite). Sono una fan dei negozi alle nove di mattina, quando sei l'unica già sveglia da tre ore e puoi occupare tutti i camerini di H&M contemporaneamente ché tanto non c'è nessuno (check out the pictures below). Cose del genere. Trovare un reggiseno della mia taglia è un'impresa titanica. Tra uno scatto di Deborah Turbeville e l'attentato di Sarajevo (Bosnia, 28 giugno 1914, e che non si dica che non sto preparando l'esame) trascorro queste vacanze che vacanze non sono, cento pagine al giorno di Lethem ché tanto va giù come vodka alla pesca e praticamente nessun'anima buona con la quale uscire. L'hangout con l'università di Dublino. Intanto stilo pagine e pagine di buoni propositi per il 2014 che poi, come sempre accade, terrò lì a prender polvere senza rispettarne nessuno. E come diceva mia nonna, "buona fine a tutti voi". Chissà perché si grattavano sempre tutti, quando lo diceva.





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sabato 21 dicembre 2013 | By: Bianca Rita Cataldi

Novità Edizioni Anordest - dicembre 2013.




OUT OF MY MIND - ho 11 anni e non ho mai parlato 

 SHARON M. DRAPER 

 In libreria dal 12 dicembre 2013


In questa storia sconvolgente della scrittrice due volte vincitrice del Premio Coretta Scott King dato dall’Associazione Librai Americani, i lettori conosceranno una mente brillante e uno spirito coraggioso che cambierà per sempre il loro modo di vedere le persone disabili. 

 “Se esiste un libro che tutti i figli e i genitori dovrebbero leggere, è proprio questo”. THE DENVER POST 

OLTRE 700.000 COPIE VENDUTE. NEW YORK TIMES BESTSELLER PER 9 SETTIMANE CONSECUTIVE. NOMINATO MIGLIOR LIBRO DELL’ANNO DA KIRKUS. HA RICEVUTO IL SAKURA AWARD DAI RAGAZZI GIAPPONESI. OUT OF MY MIND-HO 11 ANNI E NON HO MAI PARLATO 

 Melody non è come gli altri bambini. Non può camminare, né parlare, ma ha una formidabile memoria fotografica; si ricorda ogni minimo dettaglio di tutto ciò che vive. È più intelligente della maggior parte degli adulti che provano a curarla e più intelligente dei suoi compagni di scuola. La maggior parte del tempo, però, Melody si sente come un uccellino in gabbia; è in grado di osservare il mondo intorno, ma non riesce ad interagire con esso. Sono tante le parole e i sentimenti che si accumulano e restano intrappolati dentro di lei. Ma Melody si rifiuta di essere definita cerebralmente paralizzata. Ed è determinata a farlo sapere a tutti… in qualche modo. L’autrice conosce bene l’argomento in quanto anche sua figlia Wendy è paralizzata cerebralmente. E anche se Melody non è Wendy, la veridicità della storia è lampante. Raccontato dalla voce di Melody, questo romanzo commovente da subito fa risaltare la sua intelligenza e la sua determinazione a superare quegli ostacoli che paiono insormontabili.

 SHARON M. DRAPER è due volte vincitrice del Premio Coretta Scott King dato dall’Associazione Librai Americani. Vive a Cincinnati, Ohio, è una popolare relatrice di orientamento educativo per gruppi letterari nazionali e internazionali.



LOSING IT CREDEVO CHE IL CIELO FOSSE AZZURRO 

 CORA CARMACK 

 In libreria dal 12 dicembre 2013


330.000 COPIE VENDUTE IN UN MESE. IN CIMA ALLE CLASSIFICHE NYT E USA TODAY BESTSELLER. 

 Dopo uno straordinario successo in e-book self-published Losing it è stato conteso in una gara tra le cinque maggiori case editrici americane per la pubblicazione in cartaceo. CEDUTI I DIRITTI IN 11 PAESI ANCOR PRIMA DELLA PUBBLICAZIONE. LOSING IT-CREDEVO CHE IL CIELO FOSSE AZZURRO 

 Bliss Edwards ha ventidue anni e le manca solo un semestre per finire il college. È intelligente e carina, ma tremendamente timida e insicura. Questa sua insicurezza la rende goffa e in particolare con i ragazzi non sa davvero come comportarsi. In più c’è un problema: è l’unica tra le sue amiche ad essere ancora vergine. Anzi, per lei non è esattamente un problema, però quando lo confessa a Kelsey, la sua migliore amica, questa non le lascia scelta: la situazione dev’essere risolta a tutti i costi. E il modo più veloce e semplice per perdere la verginità è l’avventura di una notte. Ma il suo piano si rivela tutt’altro che semplice. Quella sera Bliss incontra Garrick, un ragazzo stupendo con cui scatta subito una forte attrazione, ma arrivata al dunque, Bliss scappa via con una scusa a dir poco strampalata. Come se la cosa non fosse stata già abbastanza imbarazzante, il giorno dopo, a lezione, scopre che in realtà Garrick è Mr. Taylor, il suo nuovo professore di teatro… Una spassosa commedia romantica, brillante e carica di ironia e sensualità. Cora Carmack ha dichiarato di divertirsi a calare i protagonisti dei suoi romanzi in situazioni imbarazzanti per vedere come riusciranno a districarsi e, più che altro, ad uscirne. È proprio quello che ha fatto con la povera Bliss... 

CORA CARMACK è una scrittrice ventenne che ama scrivere di personaggi ventenni. Nella vita ha fatto ogni genere di lavoro: divertente, come lavorare in un teatro; stressante, come insegnare; e il lavoro dei sogni, scrivere. Ama il teatro, viaggiare e qualsiasi cosa in grado di farla ridere. Losing It è il suo primo romanzo, nato come opera di self-pubishing, in pochissimo tempo si è conquistato uno straordinario successo affermandosi come New York Times e USA Today Bestseller, inoltre l’autrice, se pur giovanissima, è annoverata tra le più affermate scrittrici di New Adult.

Recensione di In fuga di Kevin Hearne




Nessuno può saperlo ma Atticus O'Sullivan, il misterioso e ipertatuato proprietario di una libreria dell'occulto è, in realtà, l'ultimo druido rimasto sulla faccia della Terra. Alto e imponente, ricoperto di tatuaggi e di gioielli dall'aspetto inquietante, Atticus vive la sua (eterna) vita stando ben attento a non incappare in Aenghus Og, antico dio celtico dell'amore che, d'amorevole, non ha proprio nulla. Alle origini dell'odio tra Atticus e Aenghus Og vi sono secoli di offese e un oggetto rubato: Fragarach, l'invincibile spada che Atticus custodisce e che non ha alcuna intenzione di abbandonare tra le grinfie del proprio nemico. A sollecitare la fuga del protagonista arrivano diverse, insolite divinità (in primo luogo la Morrigan, l'affascinante dea della morte) ma Atticus non vuole saperne di abbandonare la sua libreria, il suo mondo, quello spicchio di quotidianità che ha tanto faticato a costruire. Tra streghe dalle oscure intenzioni, divinità della vita e della morte e una vicina di casa piuttosto arzilla, Atticus dovrà affrontare la più imprevedibile delle difficoltà: il caratterino di una giovane strega che è disposta a tutto pur di diventare un druido.

Kevin Hearne si definisce un nerd e ne ha tutte le ragioni: il suo romanzo, primo della serie "Le cronache de L'ultimo druido", è ricco di informazioni, ricerche, aneddoti sulle religioni più oscure e dimenticate. Una narrazione densa, dunque, che però non cede nulla della sua scorrevolezza e leggerezza. Mi è piaciuto moltissimo, in questo romanzo, il tono scanzonato della voce narrante che risulta, a tratti, davvero divertente. Esilarante è il modo in cui sono descritte le streghe, pericolosissime e subdole, eppure a momenti così sciocche da cadere nelle trappole di un druido che vive da molti secoli più di loro.
Simpatico è anche il personaggio di Oberon, il cane-parlante per antonomasia, amico dell'uomo (o meglio, del druido) e costantemente affamato di carne cruda e di barboncine. 
In fuga è un romanzo davvero piacevole, leggero e al tempo stesso ricco di leggende, miti e sprazzi di una cultura affascinante e quasi totalmente dimenticata: la cultura celtica. Un libro che consiglio soprattutto a chi, come me, è un appassionato dei Celti e di tutto ciò che li riguarda.

voto: ****/5

Novità Leggereditore - dicembre/gennaio 2013.

Da quanto tempo non postavo un'anteprima? E' decisamente ora che io riprenda tra le mani le redini di questo blog. Veniamo a noi: ecco qui due interessanti novità firmate Leggereditore. Quale vi incuriosisce di più? Quale acquistereste?


S.C. Stephens 

 IL FRUTTO PROIBITO 

 Pagine 640 – 10 euro 

 In libreria dal 2 gennaio 2014 

 Dal 12 dicembre ebook a 2,99 euro fino al 6 gennaio 

 “Meravigliosamente scritto, coinvolge e affascina in modo unico e profondo. Il frutto proibito è un inesorabile e lento palpitare.” Tracey Garvis-Graves 

 Un libro appassionante, che esplora fino in fondo le conseguenze di trovare l’anima gemella al momento sbagliato e, con il suo stile vivido e toccante, regala al lettore più di un turbamento e più di un’emozione. 

 Per quasi due anni, il fidanzato di Kiera, Denny, è stato tutto quello che lei ha sempre desiderato: amorevole, tenero, completamente dedito a lei. Quando si trasferiscono in una nuova città per iniziare la loro vita insieme e per seguire il lavoro di Denny, tutto sembra perfetto, persino il coinquilino con cui dividono la casa: una rock star locale, Kellan Kyle. Ma poi un imprevisto trasferimento di Denny a Tucson costringe la coppia felice a separarsi. Sentendosi sola, confusa e bisognosa di conforto, Kiera trova una spalla su cui piangere in Kellan. Dietro la sua facciata di bello e impossibile, scopre l'animo sensibile di un ragazzo con un passato complicato alle spalle e così, pian piano, quella che era nata come una semplice amicizia si trasformerà in qualcosa di più profondo, qualcosa che costringerà Kiera a scegliere tra passione e sicurezza, amore e affetto, certezza e ignoto. Una notte tutto cambierà, e nessuno di loro sarà più lo stesso…

 S.C. Stephens è un’autrice che ama trascorrere ogni suo momento libero dedicandosi alla scrittura di storie piene di romanticismo. Il frutto proibito è il suo primo romanzo, un esordio di straordinario successo, che è stato seguito da altri due titoli per comporre la trilogia Thoughtless.

 “Dalla prima pagina fino alla fine, non riuscirete a metterlo giù.” Abbi Glines 

 “S.C. Stephens è riuscita perfettamente a ritrarre, con disarmante sincerità, la realtà di un triangolo amoroso e la confusione che ne consegue, quando vengono recisi vecchi legami e nuove unioni fioriscono.” Tammara Webber, autrice di Easy 

 “L’alchimia tra i personaggi è descritta in modo sublime.” Examiner 




Lora Leigh 

 PIACERE COLPEVOLE 

 Pagine 384– 12 euro 

 In libreria dal 2 gennaio 2014 

 Dal 12 dicembre ebook a 2,99 euro fino al 6 gennaio 

 Chi di voi ama le eroine forti, gli eroi enigmatici e l’erotismo con una sfumatura di suspense, adorerà il nuovo bollente romanzo di Lora Leigh. L’autrice di Menage proibito torna in libreria con Piacere colpevole.

 L’affascinante agente dell’fbi Marty Mathews ha sempre saputo dei piaceri segreti delle donne che prendono parte agli incontri del Club, dove il corpo femminile è venerato e non c’è limite alla soddisfazione del desiderio. Ma c’è un uomo che fa parte di questo mondo e che ossessiona i suoi sogni da anni: Khalid el Hamid-Mustafa. Peccato che le sia stato assegnato il compito di pedinarlo, rendendolo completamente off limits per lei. Fino a quando Khalid non è considerato ‘pulito’ e Marty può finalmente avvicinarlo… Lei non sa di essere l’unica donna che Khalid brama ferocemente, ma anche l’unica che lui non può concedersi. Il suo passato lo perseguita, il pericolo è dietro ogni angolo, e se vuole proteggerla deve stare lontano da lei. Ma il desiderio che prova è così potente che quando Marty sarà sua, farà qualsiasi cosa per tenerla con sé. Nel suo letto e tra le sue braccia.

 Lora Leigh è una grande sognatrice, sempre assorta nei suoi pensieri, intenta a immaginare le prossime avventure dei personaggi che affollano gli oltre trenta libri ormai al suo attivo. Con i suoi romanzi erotici ha conquistato migliaia di lettrici, collocandosi al top delle classifiche negli Stati Uniti. La sua voce vi condurrà in un universo di erotismo ad altissime temperature, dove il sesso è anche conoscenza di sé e dell’altro. Per Leggereditore ha pubblicato Il fuoco della tentazione, Istinto animale (serie Breeds), Ménage proibito, Piacere malizioso, Sottomessa e Un solo piacere (serie Bound Hearts).

 “Le lettrici che amano le eroine forti, gli eroi enigmatici e l’erotismo con una sfumatura di suspense adoreranno questo libro.” Romantic Times Book Reviews 

 “Piacere colpevole è una storia colma di azione, avventura e sensualità.” Fallen Angels Reviews

“Decisamente audace!” Joyfully Reviewed 

“Le scene piccanti vi faranno ribollire il sangue e il tumulto emotivo vi farà sgorgare lacrime a cascata. È intricato, sfrontato, sincero, reale!” Book Snobs

Antenna-mood.



Sono nervosa, stamattina. Sarà perché sto recensendo un libro che mi sta profondamente sulle palle (eh no, non vi dico quale) di un autore che mi sta profondamente sulle palle, sarà che mi sono svegliata con un ciuffo della frangetta completamente all'insù in antenna-mood, sarà che mi sono alzata troppo tardi (alle nove. tardissimo) ma insomma, sono incazzata nera. Col mondo. Con l'antenna nella mia frangetta. Per la cronaca, sono ancora in pigiama e devo lavarmi i denti. Comunque. Ieri ho avuto il piacere di ascoltare i trentacinque minuti di intervento di Tavi Gevinson al festival degli scrittori di Melbourne. Ecco, Tavi è una di quelle persone per le quali nutro un'ammirazione incondizionata (e ha solo diciassette anni!). E' un genio, a mio parere, nonché una di quelle artiste a tutto tondo che non si sono mai montate la testa ed è davvero un piacere ascoltarla per trenta minuti perché è divertente, simpatica, poco truccata e ha una semplicissima camicia bianca. Adorabile, sul serio.




Inoltre, ieri sono andata all'ipermercato. Dite voi, checcefrega. Non lo so. Comunque, ho fatto incetta di Baiocchi e di agendine a un euro e novantanove (viste da lontano sono identiche alle Moleskine solo che non sono Moleskine ma chissenefrega che non sono Moleskine, no?). Una nera, una azzurra, una rosso corallo. Per un totale che si aggira intorno ai cinque euro - praticamente il prezzo di una ventina di pagine Moleskine strappate malamente e buttate in faccia, toh, ti faccio l'elemosina. Le code interminabili alla Feltrinelli per comprare un libro di John Cheever che ha già l'orecchietta sulla copertina. Fumare nell'area ristoro mentre tua sorella urla da qualche parte dentro il tuo cellulare ma almeno puoi stare tranquilla: stavolta non ce l'ha con te. Mi vai a vedere quanto costa la rosa di Swarovsky? Centoquarantanove euro, costa. Me l'ha detto la commessa, e poi mi ha squadrata con quella faccia da "ma dove l'hai comprato quel cappellino col pon-pon?" e io le ho detto "Guardi, non è per me, la rosa di Swarovsky. E' per mia sorella.". Figurarsi. Io li rompo, i soprammobili, figuriamoci se spendo un capitale per qualcosa che urterò col gomito il prima possibile. Ma poi, si scriverà proprio così, Swarovsky?

 Trascorrerò il Natale con Anna Karenina, ho deciso. Ci siederemo una di fronte all'altra e io le dirò: vuoi un tè?, e lei mi dirà: a mezzanotte?, e io le dirò: allora ti faccio un caffè. E guarderò la mini-processione con Gesù Bambino in ogni stanza della casa, e Tu scendi dalle stelle, e tutte quelle cose che si ripeterebbero identiche ogni anno se non fosse che ogni anno c'è qualche persona in meno. E l'anno prossimo, si spera, quella persona in meno sarò io. No, non voglio morire. Voglio andare a Dublino a bere birra al pub della stazione di Howth, la notte di Natale. Sempre meglio che Anna Karenina, con tutto il rispetto.
venerdì 20 dicembre 2013 | By: Bianca Rita Cataldi

Camomillacida.



Quand'ero ragazzina avevo un blog. Si chiamava Memorie di un angelo fallito ed era su Leonardo, quella piattaforma dalla grafica ospedaliera che credo abbia chiuso da un botto di tempo. Poi, Memorie divenne Gocce acide di camomilla e da lì B. e da lì B. among the little women, e nel frattempo ho pubblicato due libri e ho iniziato a firmarmi col mio nome e poi è nato Google+ che ha collegato tutti gli account di facebooktwitterinstagrameccetera e adesso tutti voi - quattro gatti - che state leggendo sapete che sono io, proprio io, Bianca Rita Cataldi. Fastidioso, no? Fastidioso non poter più pubblicare con la stessa libertà di quando avevo tredici anni e mi firmavo angelo_fallito, poi camomillacida. Era bello, prima. Pubblicare le foto più strane che trovavo in giro, le poesie più astruse, gli articoli più insensati che mi passavano per la tastiera. Adesso. Beh, ci devo pensare due volte. Adesso c'è una faccia, dietro il mio nome, ed è la mia. 

Pensavo a questo, stamattina. Al fatto che, mio malgrado, tema comunque il giudizio dei lettori. Perché dovrei? Perché dovrei comportarmi diversamente da quando mi firmavo camomillacida? Sono sempre io, in fondo. Cosa dovrebbe importarmi? Intanto scrivo. Ho iniziato due storie contemporaneamente e non so quale delle due portare avanti, così le porto avanti tutte e due e tagliamo la testa al toro. La prima è un racconto di viaggio sulla maternità, una sorta di On the road al femminile; la seconda è una specie di giallo-non giallo con una ragazza morta per errore (errore?) e un pizzico di Pretty little liars nobilitato da una sfumatura di Elephant (Gus Van Sant, d'u remember?). Nel dubbio, le scrivo entrambe. 

E poi c'è la tesi. e poi dovrei iniziare a scrivere anche la traduzione inglese dei post perché me l'hanno chiesto diversi lettori ma è che, insomma, non è che mi ingozzi. Okay, ve lo prometto, prima o poi internazionalizzerò B. among the little women. Per il momento voglio solo un caffè, anche se è l'ora di pranzo.

Penserò ad una mia personale wl per questo Natale (ma sapete che non ho ancora fatto l'albero?). E intanto mi riempio i capelli di fiocchetti di carta vellutata e noto che il mio smalto grigio sta arrivando a livelli inquietanti di corrosione ma pazienza, ce ne faremo una ragione. Se non ci leggiamo prima, buon natale. ma ci leggeremo.


sabato 14 dicembre 2013 | By: Bianca Rita Cataldi

Videorecensione: B. racconta Per dieci minuti di Chiara Gamberale



Questa volta, la vostra B. vi racconta "Per dieci minuti" di Chiara Gamberale. Come vedrete, non mi è piaciuto. E voi l'avete letto? Che ne pensate?

p.s. ricordatevi di iscrivervi al canale e di passare dalla mia pagina Facebook per scegliere il prossimo libro da videorecensire ;)
mercoledì 11 dicembre 2013 | By: Bianca Rita Cataldi

Barbie e il drago.



Sono tornata da Torino da una settimana e non ho ancora avuto il tempo di scrivere un post decente. Chiamasi "periodo degli esami". Tre esami, per l'esattezza. Ho versi latini che mi escono dalle orecchie anche se, devo ammetterlo, leggere Ovidio in lingua originale in metrica è qualcosa di raro e favoloso. Ora capisco perché l'Umanesimo (ma non solo) esaltava la letteratura classica: perché la leggeva in lingua. Noi, invece, siamo qui che ci arrabattiamo con le traduzioni d'autore, spesso troppo fantasiose (fatta eccezione per Canali che è il mio uomo) ed è come leggere Baudelaire in italiano: una merda.

Verrà il giorno in cui pubblicherò le foto di Torino che sono tante, e sono colorate, e sono magnifiche. We ruled.

Questa notte ho fatto un incubo terribile. C'era un drago che era una specie di principe travestito (da drago, non travestito e basta) che voleva sposarmi ma io non volevo. E poi ecco il cobra. Chiudevo la porta della stanza, addossavo i mobili contro la maniglia ma lui entrava lo stesso ed era lì che mi fissava sibilando "Guardami negli occhi, altrimenti non capirai". Che c'era da capire? Boh, mi sono svegliata. Poi mi sono addormentata di nuovo e ho sognato di giocare con la casa di Barbie. La coerenza dei miei sogni non fa una piega.

E verrà il giorno in cui ti insegnerò il latino. Mi metterò lì a inchiodarti in testa le declinazioni e le coniugazioni e i temi dei verbi e le perifrastiche. Perché anche tu devi poter leggere Ovidio. Entrargli dentro, nel cuore.


Videorecensione: B. racconta Acciaio di Silvia Avallone



Ecco a voi una nuova videorecensione. Questa volta vi parlo di Acciaio, il discusso romanzo di Silvia Avallone. Lasciatemi un vostro commento per raccontarmi la vostra in merito! andando sulla mia pagina Facebook potrete votare il libro che volete vedere videorecensito nella prossima settimana. Ah dimenticavo! Iscrivetevi al mio canale per seguire tutte le videorecensioni e la rubrica In my mailbox!
venerdì 6 dicembre 2013 | By: Bianca Rita Cataldi

Videorecensione: B. racconta Gli sdraiati di Michele Serra


Inizia con oggi una lunga serie di videorecensioni che pubblicherò il venerdì e il lunedì per la gioia di chi non ha voglia di leggere chilometri di recensione scritta. Mi scuso per la pessima qualità audio e video ma si tratta di uno dei miei primi esperimenti. Migliorerò col tempo. Il libro di oggi è Gli sdraiati di Michele Serra (Feltrinelli 2013). A lunedì con Acciaio di Silvia Avallone!