martedì 23 luglio 2013 | By: Bianca Rita Cataldi

"Obsidian" di Jennifer L. Armentrout - Recensione.



Come promesso, eccomi qui con la recensione dell'ormai celeberrimo Obsidian, vol.1 della Lux Trilogy (che sarà interamente pubblicata dalla Giunti, quindi...stay tuned). Iniziamo...



Katy è un'adolescente semplice, carina ma non appariscente, con una passione sfrenata per i libri e il book-blogging. Dopo la morte del padre, ha abbandonato il sole della Florida per trasferirsi in un paesino sperduto del West Virginia insieme alla madre. E' appena giunta a Ketterman, gli scatoloni non sono ancora stati svuotati quando...eccolo lì, il vicino: alto, muscoloso, inquietanti occhi verde smeraldo. Si tratta di Daemon, fratello gemello della prima ragazza che ha sino ad ora mostrato di esserle amica: Dee. Sarebbe la classica storiella da colpo di fulmine se non fosse che Daemon detesta fortemente Katy. Non la conosce ancora eppure le ha già intimato di stare alla larga da sua sorella e si ostina a chiamarla con un nome odioso: Kittycat. Perplessa e offesa, Katy è tuttavia decisa a portare avanti la sua amicizia con Dee,  nonostante tutto. Giorno dopo giorno, però, i due bei gemelli divengono sempre più strani: Dee mangia tantissimo ad ogni ora del giorno senza assumere nemmeno un grammo, Daemon appare e scompare a una velocità fin troppo insolita e talvolta Katy ha l'impressione di vedere i contorni del corpo di Dee diventare appena trasparenti. E' dunque vero ciò di cui le aveva parlato Daemon? Quanto sono diversi i fratelli Black? Quanto lontano è il loro mondo?


Leggera e fresca, Obsidian è una lettura che consiglio soprattutto a chi non avesse ancora deciso quale libro infilare in valigia. Si tratta del primo volume di una trilogia, quindi c'è ancora tanto da chiarire e di cui parlare e sicuramente il finale lascia nel lettore il desiderio di leggere al più presto il volume successivo. Certo, devo ammettere che l'Armentrout non è riuscita a scansare del tutto il pericolo Twilight e infatti, di tanto in tanto, è possibile riconoscere dei punti di contatto tra le due serie. Al tempo stesso, è apprezzabile il desiderio di riportare in auge, con stile e caratteristiche moderne, uno dei capisaldi della narrativa fantastica di tutti i tempi: gli alieni. Un'idea intelligente, in effetti, proprio in quanto vintage; d'altronde, non ne potevamo davvero più di vampiri, licantropi e simili. Efficace è anche lo stile, profondamente giovanile ma in senso positivo: uno stile fresco, scorrevole, attraversato da una vena ironica che rende i personaggi di Katy e Daemon davvero piacevoli, di quelli che vorresti portare in vacanza con te se solo non fossero fatti d'inchiostro. Un libro che consiglio soprattutto ai lettori e alle lettrici più giovani e a tutti coloro che hanno voglia di trascorrere qualche ora di pura spensieratezza letteraria.

        voto: ***/5

lunedì 22 luglio 2013 | By: Bianca Rita Cataldi

Random Thoughts.


"L'unica parte della vita in cui sono interessato è quella che non è finita."
(Tom Waits intervistato da Ernesto Assante per Repubblica, aprile 2013)

Andarmene, innanzitutto. Poi, tutto il resto. Dopodomani sarò a Casale sul Sile, paesino verde e ambrato con una statua impressionante in centro (era Minerva?). Giovedì sarò su un treno per Venezia e preghiamo gli dei che non piova come l'anno scorso. E poi l'Alto Adige, le montagne distese come la Natura nel dialogo di Leopardi, nessuna voglia di stringere amicizie né di conoscere nessuno. Aprire una finestra, al massimo. Aprire la finestra della mia camera e guardare il cielo che fuma nebbia in faccia al campanile. E basta così.

Sono due settimane che mangio poco più che niente, vi è mai capitato? Grassa quanto Olivia di Braccio di Ferro ma coi piedi 37. Un pacchetto di Pall Mall prese a Marzia ché ieri non ci andava di attraversare la Maratona tra i Vigneti per arrivare al tabaccaio e poi magari era chiuso e lo sai che io ci metto sempre mezz'ora per capire da che lato devo inserire la tessera sanitaria nella macchinetta. E quindi.

Sto leggendo qualcosa come diciassette libri contemporaneamente, ho due recensioni arretrate e altra roba ma la vita mi ha insegnato una cosa buona: prendi appunti quando leggi i libri ché altrimenti non ti ricordi niente e quando inizi la recensione devi aprire aNobii per controllare i nomi dei personaggi. Demenza senile, la chiamano.

Ho in mente una storia che credo sia fantasy ma forse no, che forse è una trilogia ma forse no, che scriverò o magari chissà. A risentirci domani con la recensione di Obsidian (l'avete letto? v'è piaciuto? a me so-so, ma capirete).

Ah, dimenticavo: il blog non va in vacanza. Verrete con me a Venezia. Toh.

 

martedì 16 luglio 2013 | By: Bianca Rita Cataldi

Recensione doppia: "Fra le sue braccia" di Giuseppe Nicosia e "Come un dessert" di Adriana Rui







Vi parlo oggi di due libri che ho avuto il piacere di leggere: Fra le sue braccia di Giuseppe Nicosia (disponibile qui) e Come un dessert di Adriana Riu (qui). Ho deciso di unire le due recensioni in un unico post poiché i romanzi hanno due caratteristiche in comune: sono opere di autori emergenti e appartengono entrambi al filone della letteratura erotica. Partiamo dal romanzo di Giuseppe Nicosia:

 Di questo libro mi ha colpita da subito la genuinità. La quarta di copertina, infatti, non mente quando recita "un romanzo erotico con i veri sentimenti dell'amore" perché è esattamente di questo che si tratta. E' rarissimo leggere un romanzo erotico nel quale l'autore pone, al centro della vicenda, una coppia di coniugi: è molto più comune leggere di coppie più o meno legittime accomunate da una passione senza amore. La vicenda ruota intorno alla famiglia di Pier Giorgio, Regina e il piccolo David, una famiglia la cui serenità è minata dai continui viaggi di lavoro di Pier Giorgio, chef affermato. E' proprio durante una delle sue frequenti assenze che Regina cade nella trappola di Agnese, perversa coetanea da poco conosciuta durante un incontro tra i genitori e gli insegnanti della scuola frequentata dai rispettivi figli. 
Il romanzo, infatti, si colora via via delle cupe tinte del thriller: Agnese, disinibita e crudele, nasconde oscuri segreti e sarà compito di Pier Giorgio (aiutato dal simpaticissimo amico Carmelo) smascherarli per poter difendere Regina e il loro matrimonio. 
Fra le sue braccia è la storia di un amore coniugale che resiste alle tempeste della vita lottando a denti stretti per conquistare una legittima serenità domestica. I difetti "narrativi", per così dire, andranno sicuramente via col tempo e con l'esperienza, mentre per i refusi - molto frequenti - basterà un semplice lavoro di editing. Insomma, un libro che parte da buoni presupposti e che ha solamente bisogno di essere rivisto e limato per diventare un'ottima lettura.

 Passiamo adesso ad Adriana Riu e al suo Come un dessert. Si tratta principalmente di un racconto di viaggio: da un lato, la vacanza vera e propria condotta da Andrea e dal suo amico Paolo in un villaggio naturista spagnolo e, dall'altro, il viaggio introspettivo che Andrea affronta sperimentando se stessa e la propria sessualità. Anche qui, come nel romanzo di cui sopra, ritroviamo il tema dell'amore, vissuto però come mancanza, come desiderio irraggiungibile e chimera. Sullo sfondo delle esperienze sessuali che vedono protagonisti Andrea e Paolo, infatti, vi è una splendida ragazza che ha letteralmente stregato Andrea sin dal loro primo incontro. Le due ragazze, però, non si sono mai parlate: il loro è stato solo un gioco di sguardi durati il tempo di una canzone. Nel corso del romanzo, le due s'incontreranno ancora ma solo di sfuggita: a bella sconosciuta è, per Andrea, il tassello mancante della sua personalità, la storia d'amore che non ha mai vissuto. Al suo ritorno a casa, Andrea si sentirà sicuramente più forte e più consapevole di sé e del suo corpo; tuttavia, come il lettore scoprirà presto, ogni viaggio porta con sé le sue delusioni e le sue amare prese di coscienza.
Lo stile di Adriana Riu è forse ancora un po' immaturo ma porta già in sé il seme di un grande talento. L'unico consiglio che mi sento di dare all'autrice è quello di "approfondire" i personaggi: il romanzo, infatti, mi è sembrato piuttosto breve rispetto all'importanza delle tematiche trattate. Ad ogni modo, è un libro che consiglio vivamente: continuerò a seguire quest'autrice nelle sue prossime pubblicazioni perché è davvero in gamba e credo proprio che ne valga la pena.




martedì 9 luglio 2013 | By: Bianca Rita Cataldi

"Goddess" di Josephine Angelini - Recensione.


Goddess - Il destino della dea

Josephine Angelini

Terzo ed ultimo volume della serie Awakening

Giunti Y


Dove eravamo rimasti: Helen, nipote del dio degli Inferi Ade, è stata costretta con un inganno, insieme ad Orion e Lucas, a liberare tutti gli dei dell'Olimpo. Adesso, i tre ragazzi sono diventati fratelli di sangue ed Helen ha visto confluire in sé parte dei poteri degli altri due discendenti. Divenuta potentissima, suscita i timori non soltanto degli dei ma anche della famiglia Delos: è dunque lei il Tiranno che la Profezia aveva annunciato? E' proprio lei la creatura "nata in cattività" che le Furie volevano fosse uccisa prima che conquistasse tutti i suoi poteri? A confermare il dubbio arrivano gli incubi che infestano le notti di Helen e che giungono da un passato lontano, da tutte le vite che ha vissuto al fianco di Lucas attraverso i secoli. Ma se i due sono stati amanti per così tanto tempo, allora perché solamente in questa vita presente sono cugini e non possono amarsi? E cosa sta tramando Daphne, inquietante discendente tanto egoista quanto fragile? Sarà la guerra a portare con sé le risposte che Helen e gli altri discendenti stanno cercando. Una guerra terribile: quella tra gli dei e i semidei. Il ciclo che si ripete, ancora. Come a Troia.

Inizio col dire che quest'ultimo capitolo della saga Awakening è stato esattamente come speravo: appassionante e mai banale. Temevo la banalità come la peste (sarà per la brutta esperienza con la Meyer?) e pregavo che l'Angelini non mi deludesse, e fortunatamente è andata come volevo. Ho apprezzato moltissimo questo libro che, tra l'altro, mi ha fatto ripassare gran parte del programma di letteratura greca dell'anno scorso! Ecco, questo è forse il più grande pregio dell'Angelini: il saper rimodellare la cultura classica per renderla accessibile a tutti i lettori del nostro tempo come se Omero (o chi per lui) avesse scritto solo adesso la sua Iliade. Per di più, ho avuto l'incredibile fortuna di ricevere questo libro subito dopo aver terminato la lettura del poema omerico, il che mi ha reso non solo iper-preparata allo schema dei personaggi e all'intreccio ma mi ha anche predisposto favorevolmente. 

Altro punto di forza di Goddess (e della trilogia intera) è l'approfondimento psicologico dei personaggi. Il più riuscito è sicuramente quello di Daphne, madre egoista e...beh sì, spietata. La bravura dell'autrice sta, tuttavia, nell'aver dipinto tutte le sfumature del suo carattere in modo tale che il lettore, fino all'ultimo, non fosse in grado di inquadrare questo personaggio né nella schiera dei buoni né in quella dei cattivi. Lo stesso, tra l'altro, si potrebbe dire di Helen: è davvero così perfetta, questa dea dai capelli d'oro? O forse custodisce in sé lo stesso germe d'egoismo che caratterizza sua madre? Nessun personaggio, in questa trilogia, è completamente buono o completamente cattivo. Non sempre "essere buoni e generosi" è una garanzia di salvezza - la teoria del Good heart di Dickens è vecchia di due secoli, dopotutto. Ho apprezzato l'inevitabile rispecchiarsi, nel romanzo, delle inquietudini del nostro tempo, nonché della fragilità che caratterizza da sempre l'animo umano. Il personaggio che mi mancherà di più? Forse proprio Hector, cuore grande e pettorali da paura, perché è forse l'unico discendente veramente genuino. Tutti gli altri, da Lucas a Orion a Helen, hanno quel pizzico di "cattiveria" - passatemi l'iperbole - che, pur danneggiandoli nella loro immagine di eroi, li rende tuttavia più vicini a noi lettori, al nostro mondo pieno di difetti. Un mondo che Helen ha deciso di salvare ad ogni costo. Un mondo che ha preferito a tutti gli altri mondi che avrebbe potuto creare con i suoi poteri perché, come diceva qualcuno, casa è dove è la famiglia. E proprio il valore della famiglia,  insieme a quello dell'amicizia, è il vero protagonista della trilogia. 

Il mio giudizio finale sulla serie? Devo ammettere di aver preferito, su tutti, il primo volume: si sa, il primo amore non si scorda mai. Consiglio vivamente questa trilogia sia ai lettori grandicelli che ai più giovani: per questi ultimi, in particolar modo, il vantaggio è duplice! Miscere utile dulci, diceva Orazio, e allora perché non utilizzare una lettura appassionante come questa per rispolverare le radici della nostra cultura? 

voto: ****/5