mercoledì 30 maggio 2012 | By: Bianca Rita Cataldi

Temptation - Recensione.

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Due sorelle, Amy e Sophie. Un paese, Temptation. Un film da produrre. Questi i semplici ingredienti nella cucina letteraria di Jennifer Crusie. Come possono, da questi semplici elementi, svilupparsi ben 438 pagine di racconto? Semplice: con un'incredibile fantasia e un pizzico di malizia.

Il romanzo ha inizio con l'arrivo a Temptation delle due sorelle Dempsey, Amy (la minore) e Sophie (la maggiore). Le due ragazze non hanno assolutamente nulla in comune: Amy mi è sembrata odiosa sin dal principio, con la sua presunzione e il suo arrivismo; Sophie, al contrario, è simpatica e generosa e trascorre la sua vita cercando di raddrizzare le "storture" della sorella e (da un certo punto del romanzo in poi) anche del fratello. L'unico trait d'union tra Sophie ed Amy è il documentario che le due ragazze hanno deciso di dedicare alla figura di un'attrice in declino, un po' come la Norma Desmond del wilderiano Sunset Boulevard. Tuttavia, nel bel mezzo del cammin di lor documentario, Amy e Sophie vengono a conoscenza di un particolare sconvolgente: il film da girare è...beh sì insomma...è un film porno. E - udite udite - a Temptation, il sindaco Phineas Tucker ha appena fatto votare una sorta di legge anti-porno che provocherà non pochi problemi alle due film-makers, alla loro attrice hollywoodiana non esattamente innocente e a una girandola di personaggi completamente diversi l'uno dall'altro. 


Da dove partire per commentare questo romanzo? E' un libro insolito, bisogna dirlo. E' insolito perché si basa su un presupposto assurdo: quello che un Comune possa votare un'ordinanza anti-porno. Insomma è assurdo, no? Tuttavia, bisogna pur sempre considerare che un romanzo è un romanzo e che, soprattutto quando si tratta di un romance, bisogna comunque lasciare una certa "licenza poetica" all'autore. L'esilità della trama, inoltre, pregiudica solo in parte la lettura poiché lo stile scoppiettante e - a volte - addirittura esilarante della Crusie pareggia ogni mancanza. Temptation  è un romanzo davvero divertente e - nonostante la mole che a prima vista potrebbe spaventare il lettore - si legge tutto d'un fiato. E' un ottimo libro cuscinetto, sta perfettamente tra un'Iliade e un libro di geografia generale (letture che, oibò, mi fanno compagnia da un po' di tempo a questa parte, e non esattamente per mia scelta). Concludendo, vi consiglio questo libro soprattutto in vista dell'estate, che ci porterà a ricercare una lettura piacevole e divertente per rallegrare un po' le pause d'ombra sotto l'ombrellone. Il mio voto? Un tre su cinque: in medio stat virtus, dicevano gli antichi.
venerdì 25 maggio 2012 | By: Bianca Rita Cataldi

Come creare un bel collage senza essere geni dell'arte.

Buonasera. Oggi, nella mia infinita generosità, vi spiegherò come creare un collage in 20 minuti senza essere necessariamente i primi della classe all'accademia delle belle arti. Bene. Vediamo come.

p.s. vi sto scrivendo con le dita ancora piene di colla e ho nella testa la voce di Giovanni Muciaccia che balbetta "colllllla viiiiiiniiiiilica". god save us. now.


MATERIALE:



  • Due fogli di cartoncino nero o un solo foglio A4
  • Giornali vecchi
  • Forbici o taglierino (meglio le forbici, quelle arrotondate delle elementari)
  • colla vinilica (vi ricordate di Giovanni Muciaccia, sìì?)
  • post-it di varie dimensioni
  • colori a spirito o lumocolor
  • un po' di pazienza, 20 minuti, un pizzichino di fantasia

FASE N. 1

Scegliete qualche giornale dal portariviste di vostra madre. Mi raccomando, scegliete riviste vecchie-  mooolto vecchie - così non si accorgerà della vostra appropriazione indebita. il mio è del gennaio 2011 (!)


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FASE N.2

Sfogliate il vostro giornale e strappate tutte le pagine contenenti le fotografie che vi sembrano interessanti. Mentre formate la vostra torre di pisa cartacea, iniziate a pensare al "tema" del collage: le fotografie, in fondo, dovranno essere accomunate da un filo conduttore, altrimenti la nostra grande opera d'arte non avrebbe alcun senso. Scegliete non solo immagini, ma anche scritte, numeri...tutto ciò che vi accende una lampadina nel cervello. Poi, cerchiate con un pennarello il punto esatto della pagina che vi interessa: sarà ciò che taglierete e metterete da parte per buttare il resto.


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FASE N.3

Adesso impugnate il vostro taglierino o le vostre forbici e ritagliate con molta precisione l'immagine/la scritta/ il numero che vi interessano. Poi, disponete il tutto a vostro piacimento sul cartoncino, senza colla. E' soltanto una prova. Se il risultato è decente, scattate una foto alla vostra prova e allontanate nuovamente le immagini dal cartoncino: userete la fotografia per ricordare esattamente dove-incollare-cosa.

p.s. potete anche usare i pennarelli per modificare le immagini o aggiungere scritte. i post-it, inoltre, possono essere incollati ovunque e non sono mai fuori luogo: nel mio caso, come vedrete, ricoprono un ruolo fondamentale.




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FASE N.4

Ed eccoci arrivati al passaggio più delicato: incollare le vostre immagini. Versate un po' di colla vinilica in un bicchiere e intingete nella colla un pennello a punta grossa (vi consiglio il n.10 o, ancora meglio, un pennello a punta piatta). Partite sempre dal centro per arrivare agli estremi del foglio, e fate attenzione a non lasciare eccessi di colla ai bordi: schiacciando l'immagine sul cartoncino, la colla verrebbe fuori creando il mitico effetto "lavoretto-di-natale-delle-elementari". 

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et voilà!


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"Ricordati di santificare l'amore". che ve ne pare? :)

Fantasy italiano su c-radio

Hi, ladies and gentlemen. Vi scrivo per invitarvi a seguire la puntata di lunedì 28 di "Carezze d'inchiostro", il programma radio curato dalla scrittrice, direttrice editoriale, collega ma soprattutto amica Argeta Brozi. Partiamo dal presupposto che dovreste sempre seguire questo programma per quanto è interessante e ben strutturato, e proseguiamo dicendo che proprio non potrete perdervi la puntata di lunedì perché la sottoscritta sarà ospite in diretta telefonica. Forza followers, è forse la vostra unica occasione di ascoltare in diretta la mia dolce vocina (perché mi sento un vu cumpra', in momenti come questo?). ad ogni modo, seguiteci. E state attenti, che poi vi chiedo il riassunto.

                                                                             here
giovedì 24 maggio 2012 | By: Bianca Rita Cataldi

visione fuggitiva n.2

Ma non avevamo abbastanza sogni
per fonderci la pelle;
eravamo corpi e vetro,
macchie solari
nel buio.


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Pic from executiverealness.info
mercoledì 23 maggio 2012 | By: Bianca Rita Cataldi
venerdì 18 maggio 2012 | By: Bianca Rita Cataldi

to-do list...and something more.

Meno due. Meno due. Meno due. A che cosa, vi starete chiedendo. Meno due ai miei vent'anni, ladies and gentlemen. che poi, è strano: non ho mai aspettato con ansia un compleanno, neanche quando avevo sei sette otto anni, mai. Ma adesso. Adesso ho la pelle che formicola e le dita dei piedi che ballano il can can nelle pantofole e non riesco a capire perché, perché mi entusiasma così tanto l'imminente arrivo della mia maturità, della mia età del marito e dei pargoli, della vecchiaia, toh l'ho detto. Come se non vedessi l'ora di avere una schiera urlante di puttini con la boccuccia in stile Thun e la pelle di porcellana, tutti appesi alla gonnella con le unghie e con i denti. dovrei rifarmi la tinta, mi si sono scoloriti i capelli e da rossa sono diventata arancione. Ci manca il verde, e abbiamo completato il semaforo. Ad ogni modo. Tra due giorni è il mio compleanno e devo comprare il colorante per rendere fucsia i muffins ma il problema è: come si fanno i muffins? serio, non li ho mai preparati. sorvoliamo su quanto io sia una schiappa ai fornelli: i miei ultimi biscottini da tè sono diventati delle pietre belle tonde, piatte, di quelle che ti mettono sulla schiena per farti i massaggi e quelle cose lì, non so se mi spiego. a mia sorella sono piaciuti - dice lei, ma io non ci credo nemmeno se mi pagate in lingotti d'oro. ma torniamo a noi.

  • comprare il colorante fucsia (ma esisterà, il colorante fucsia?)
  • comprare un colorante PER DOLCI, dovessi innaffiare i muffins di veleno e ridurmi come nella puntata di Nero Wolfe di ieri. Sì, io guardo Nero Wolfe, e quindi?
  • ricordarsi di andare a prendere mamma dal parrucchiere. 
  • chiedere informazioni riguardo all'Expo Arte di questi giorni.
  • studiare greco. studiare greco. studiare greco.
Bene, adesso mi alzo e inizio a fare qualcosa di utile per la società (che sarei io). è giuuuunta l'ooora, disse il Tricheco. E le ostrichette mangiò.


mercoledì 16 maggio 2012 | By: Bianca Rita Cataldi

Sacré Bleu.


Christopher Moore 

SACRÉ BLEU 

ELLIOT EDIZIONI, COLLANA SCATTI 

pp.320- Euro 18,50 



TRAMA

Lo spirito della Parigi fin de siècle e dell’Impressionismo in una storia di intrighi, passione, arte, ragazze can-can e assenzio nel nuovo romanzo di Christopher Moore. Il titolo del romanzo si ispira al preziosissimo color azzurro, ricavato dai lapislazzuli d’Oriente e utilizzato nell’arte sacra per ornare gli abiti della Madonna. Ambientato a Parigi nel 1880, ne è protagonista Lucien, fornaio e figlio di fornai, ma deciso ad abbandonare farine e impasti per diventare pittore – il sogno di suo padre, amico e protettore di artisti poveri e affamati di nome Renoir, Monet, Pissarro, Cézanne… Anche Lucien dipinge – e ha come “spalla” d’eccezione nel romanzo niente meno che un certo Toulouse-Lautrec – e la sua musa è la bella Juliette dagli occhi color del cielo, che lo pianta in asso salvo ricomparire dopo due anni e mezzo di misteriosa assenza dalla sua vita. Al fianco della ragazza, un venditore di colori, dietro la cui misteriosa apparizione si celano enigmi e retroscena sconvolgenti: la sparizione dell’azzurro da certi capolavori rinascimentali, o il misterioso suicidio – o forse omicidio? – di Vincent Van Gogh… Dopo il Vangelo e Re Lear, Christopher Moore ci regala la sua rilettura di un momento fondamentale della storia dell’arte e della modernità nel suo complesso, frutto di tre anni di ricerche che lo hanno portato in Francia e in Italia, in un capolavoro di umorismo e riflessioni su quanto di più profondo muove gli esseri umani: la passione, sotto qualsiasi forma essa si manifesti.

L'AUTORE:

CHRISTOPHER MOORE Nato a Toledo in Ohio, vive a San Francisco. È autore di dodici romanzi, molti dei quali sono best seller negli Stati Uniti, in Inghilterra, Francia, Germania e Giappone. In Italia sono usciti Un lavoro sporco, Il Vangelo secondo Biff, Suck!, Fool, Sesso e lucertole a Melancholy Cove e Demoni. Istruzioni per l’uso, tutti pubblicati da Elliot Edizioni. Ha vinto numerosi premi tra cui il prestigioso Quill Award per due volte consecutive. Il suo sito internet è chrismoore.com.

Coming soon...Dreamless.

dopo il successo di Starcrossed (qui la mia recensione), il seguito Dreamless prossimamente sui nostri scaffali:


in libreria dal 6 giugno 2012

Prima del futuro.

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Jay Asher - Carolyn Mackler 

Prima del futuro

Prima del futuro Collana: Y 

Editore: Giunti 

Anno di pubblicazione: 23 Maggio 2012 

DAL LIBRO 

Muovo il cursore sullo schermo, disorientata dalla quantità di immagini e parole. Non ho idea di cosa vogliano dire «status» e «richiesta di amicizia». Poi, appena sotto il banner blu, qualcosa mi dà i brividi. Accanto a una piccola foto di una donna seduta in spiaggia c’è scritto EMMA NELSON JONES. È sulla trentina, ha i capelli ricci castani e gli occhi marroni. Ho un nodo allo stomaco perché mi sembra una faccia familiare. Troppo familiare. 

TRAMA 

E’ il 1996, la velocità di connessione arranca rumorosamente a 56kb, la rete è quasi vuota, è ancora uno strumento per pochi, una sorta di nuova stregoneria tecnologica. Emma e Josh si conoscono fin da quando erano piccoli, sono sempre stati amici inseparabili, poi Josh ha tentato di baciarla e le cose si sono complicate. è parecchio tempo che non si vedono, ma un giorno Josh si presenta a casa di Emma e le porge imbarazzato un cd rom per connettersi a internet, è arrivato a sua madre come omaggio, ma loro non hanno il computer. Emma invece ha un fiammante pc con Windows 95 e quando riesce finalmente a connettersi accade qualcosa di inspiegabile. Per una strana alterazione nella barriera spazio-temporale appare sullo schermo una misteriosa pagina bianca e blu, con una scritta sconosciuta: facebook. E c’è la foto di una donna sui trent’anni con un volto familiare, troppo familiare. Si è aperto un pericolosissimo portale sul futuro in grado di cambiare, in un’indimenticabile settimana di delirio, il presente, i sentimenti e il destino di Emma e Josh. Una storia irresistibile che conquisterà chi è nato con facebook e prima di facebook.

GLI AUTORI 

Jay Asher è nato ad Arcadia (Los Angeles), ama i libri, suonare la chitarra e scrivere storie per teenager. Con il suo esordio, 13, ha vinto molti premi ed è stato acclamato dalla critica.

Carolyn Mackler è di Manhattan, ama raccontare storie fin da quando aveva quattro anni. Prima della collaborazione con Jay Asher ha scritto molti romanzi YA di successo.

Qui le prime pagine del romanzo!

Western Giuseppina.

Voi non potete capire. Voi non vedrete mai ciò che ho visto io un dì dal finestrino del pullman: un uomo con un "Giuseppina" in corsivo tatuato all'interno del braccio, full lenght. Che è un po' come scrivere "Mamma" in un cuore con la freccia, una di quelle cose da film western, insomma. solo che non siamo sul set. solo che questa è Adelfia, paesiolo dimenticato da cristo e dagli uomini. siamo in provincia di Bari, fa caldo ma non c'è il mare -  pensa te che sfiga -  a novembre c'è la festa di San Trifone e viene gente un po' da tutta Europa per vedere il Comune spendere tutti i suoi risparmi in fuochi d'artificio. Siamo ad Adelfia, dove non esiste neppure una scuola superiore ma ci sono due chiese matrici e trecentomila cappelle, due cimiteri e due scuole elementari e due medie. roba da ridere fino alle lacrime, o da lacrimare fino a ridere. ad ogni modo, è proprio in codesto pittoresco paese nel quale - oibò - sono cresciuta; è proprio tra queste stradine tortuose d'asfalto scrostato che ho incontrato l'Uomo Tatuato. Ho pensato a Giuseppina - chissà che faccia ha, me la immagino alta un metro e una cippa, due metri di diametro e una tonnellata di bontà, ecco. E poi magari è anche lei di Adelfia, e chissà quante volte l'ho incontrata in coda al banco dei salumi, o dei latticini, o della carne, o del pesce. o in banca. alla posta. Giuseppina. e voi, lettori di tutta italia, non vedrete mai ciò che ho visto io. questa è roba di Bari, ecco, e ne andiamo anche orgogliosi. vieni a ballare in puglia, della serie.

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martedì 15 maggio 2012 | By: Bianca Rita Cataldi

Gli effetti collaterali di Pavese.

C'è che Pavese mi fa uno strano effetto. Leggo una sua pagina e mi viene voglia di scrivere, e così poi metto il libro a testa in giù e prendo il cellulare, scrivo due cagate e salvo in bozze. nella mia cartelletta drafts ho 119 messaggi, il che vi fa capire che leggo troppo Pavese. En tous les cas. C'è che Pavese scrive come nessuno ha scritto mai. Quasi nessuno. Insomma, diciamo che lui e Flaubert rientrano nel mio personale paradiso dei prosatori. Oggi, dopo due ore di laboratorio di scrittura all'università (lezione durante la quale abbiamo letto "Il gruppo", raccontino breve e intensissimo del suddetto Cesare) ho buttato giù una cosetta che mi è sembrata bellissima. Ho scritto la fine di un MIO racconto (che non esiste, ovviamente). Mi chiedo perché succede che scrivo sempre i finali e mai gli inizi, e mai le parti centrali. C'è che sono fatta al contrario, tutto sommato. Insomma, ho scritto questo:

La bellezza che eravamo, l'avevamo lasciata indietro. 
L'avevamo dimenticata, come si dimentica un passo dentro la neve.

Che bella. Sì, che bella. Dite che mi vanto? Naa, è che scrivo così tante ostriche vuote che quando ogni tanto esce una perla devo per forza lodarmi e successivamente imbrodarmi. Dovrei smetterla con Pavese, forse. 
Ma anche no.

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venerdì 11 maggio 2012 | By: Bianca Rita Cataldi

Scriveva Beckett.

Passano gli anni dell'apprendimento
a dissipare il coraggio per gli anni
in cui vagabondare dentro un mondo
che con garbo si libera ruotando
da ogni grossolano apprendimento.

Scriveva Beckett, nella sua infinita saggezza.

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(findstaff2, photobucket.com)
giovedì 10 maggio 2012 | By: Bianca Rita Cataldi

32 pollici di rosso.

Ero di malumore ma è durata poco. che poi al telefono ti metti a parlare di Tonno Nostronzo e un po' mi passa. intanto siamo in piena primavera; penso alla bambola gonfiabile che Hrabal battezzò Primavera. Posso finalmente uscire vestita solo di maglietta jeans e profumo - ho riesumato il mio vecchio Batik Musk, ce l'ho dalle medie e odora di migliori amiche e caramelle alla mela verde. Ho finito la mia scorta utilizzabile di telefilm e non ho più niente da vedere a parte Fellini, e il suo "Roma" in bianco su sfondo rosso che riempie tutto il Samsung trentadue pollici e che ricorda un po' quel profilo di donna in "Sussurri e grida", la donna di Bergman vestita di bianco contro la parete color sangue e quella sensazione, quella morsa allo stomaco che mi danno i trentadue pollici di rosso. dicono che i tori non si incazzino per il rosso in sé, ma per lo sventolare della stoffa. ergo, non sono un toro. David Lynch perde colpi nella seconda serie di Twin Picks: perché si perde per strada Laura e tutta la storia del "Chi ha ucciso Laura Palmer?" eccetera eccetera. Io ci ho fatto la Maturità, con Laura Palmer. Sono andata a fare lo scritto d'italiano il giorno dopo che era morto l'ispettore Cooper, che poi non era neanche morto veramente. Tanto strepito per nulla. Bene, offinito. buona mezza primavera a tutti e niente paura, ché tra dieci giorni è il mio compleanno.

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nell'ordine: boho-wedding.com; shootexperience.com; ruffledblog.com; abiolamayphotography.tumblr.com; positive-magazine.com
giovedì 3 maggio 2012 | By: Bianca Rita Cataldi

Alex Sanchez.

Pensavo ad Alex Sanchez. Alla sua scrittura che è semplice e lineare e profuma di pulito. Stavo pensando ad alcune pagine di Rainbow Boys, quando Jason e Kyle sono al cinema e intrecciano le loro mani nel buio della sala. Che sembra una stronzata, ma non lo è per niente. Sanchez è un impressionista: semplicemente, sta lì e dipinge d'inchiostro l'istante così com'è: Jason e Kyle, i loro dubbi, la loro timidezza, e quell'incerto sfiorarsi e poi ritrarre le mani, quel fingere d'essersi toccati per sbaglio. E tutt'intorno alla pagina, il buio morbido del cinema, intervallato a tratti da qualche inseguimento multicolor sullo schermo.
La poesia dentro il rumore.
Questo, è Sanchez.


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mercoledì 2 maggio 2012 | By: Bianca Rita Cataldi

Mine vaganti.

Ho passato con lui tutta la vita, stava con me anche quando non c'era... nella mia testa io dormivo con lui e con lui mi svegliavo la mattina. Tutti questi anni non ho mai cessato di amarlo, è stata una cosa bella ma insopportabile. Gli amori impossibili non finiscono mai, sono quelli che durano per sempre.

(da Mine Vaganti, Ferzan Ozpetek 2010)
martedì 1 maggio 2012 | By: Bianca Rita Cataldi

Kessler.

to the last hour of my life, you cannot choose but remain part of my character, part of the little good in me, part of the evil.

(scriveva Dickens, giusto un po' di tempo fa.)

p.s. dalle 18,00 circa di questo pomeriggio, ho delle nuove amiche: le Kessler. Che non sono quello che voi pensate siano: sono delle cuffie verde acqua per il mio ipod. e hanno un messaggio segreto scritto a matita dall'Innominato, da qualche parte ;)


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